Home Articoli Gravidanza IL DIALOGO PER 9 MESI E UN GIORNO: Un atto d’amore!

IL DIALOGO PER 9 MESI E UN GIORNO: Un atto d’amore!

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Dicono che l’origine della mia vita è stata proprio in quel breve ma interminabile incontro: tra mia madre e mio padre. Il concepimento.
Inizia cosi la mia avventura in partenza per la vita! E proprio da qui questo caldo e accogliente grembo, divenuto il mio primo palcoscenico per nove mesi e dieci lune.

La fecondazione è stata una corsa folle! Per capire cosa accade in quel fatidico momento, bisogna immaginare un fuoco d’artificio che esplode senza rumore nella notte. Le faville svolazzanti degli spermatozoi che non perdono un secondo per dirigersi verso l’ovulo, come lucciole danzanti intorno ad una lampada di sera. Nelle dodici ore seguenti quella folle corsa i nuclei finalmente fondendosi hanno formato me e il  buffo nome di Zigote, lungo solamente un decimo di millimetro.

Spinto fino nelle Tube di Falloppio e per una settimana esitando nella mia migrazione, trasformato in una Morula (questo è un nome decisamente più dignitoso!) sono poi approdato sulla parete dell’utero: la mia prima casa. Annidato, agganciato saldamente alle sue pareti ho poi trovato il primo nutrimento accompagnato e cullato da milioni di leggere vibrazioni. Questo è il momento del primo grande Sì ricevuto da mia madre, la prima comunicazione direttamente connessa con lei attraverso un “dialogo” chimico.

Mi trasformo in Blastocisti riempita da nutritivi provenienti dall’utero. La parete uterina è ora divenuta cosi morbida, gonfia e accogliente grazie al progesterone con tutte le condizioni necessarie affinché possa favorire e non ostacolare il mio grande, invisibile lavoro per la vita.

Con tutta probabilità la mia mamma non è ancora consapevole della mia presenza e che il suo corpo sta silenziosamente creando un mondo protettivo per tenermi qui, fermo fermo ancorato a lei. Ancora non lo sa, non ha fatto alcun test o esame altrimenti avrei sentito molto trambusto da queste parti. Un segnale solamente uno e molto presto saprà di me, un piccolo Embrione silenzioso ma con tanta voglia di farsi sentire mentre la Mamma Biologica si occupa di me avvolgendomi e scaldandomi in attesa della tua reazione ed emozione alla notizia che stai aspettando un bambino!

D’ora in avanti avrò bisogno di avere tanto nutrimento che non è solo fisico ma emotivo, e ancor di più relazionale. Ma non preoccuparti, mamma, presto ti racconterò di me e dei miei bisogni durante i nove mesi e anche più non appena avrò le competenze per poterlo fare...e prima di quanto tu possa immaginare.


In Africa vive una tribù che crede che il bambino nasca nel momento in cui si fa presente alla mente della madre. Quando la madre è conscia della propria intenzione di concepire il figlio, va nella boscaglia e si siede sotto un grande albero. Rimane seduta finchè ode la canzone del bambino. Quando torna al villaggio la insegna al padre con cui la canta durante il concepimento, poi la insegna alle levatrici e man mano a tutte le donne del villaggio. Non ci sarà evento che riguarderà quella persona che non sarà accompagnato dalla sua canzone, per sempre. 

Nelle prime fasi del concepimento predomina il programma genetico ed insieme ad esso anche il primo forte imprinting d’amore che la coppia dona al neo-concepito durante l’incontro fusionale. Man mano che la gravidanza prosegue e fino al primo anno di vita del bambino gli stimoli ambientali avranno invece un peso determinante nello sviluppo cognitivo e relazionale del bambino. 
   
Dr.ssa Paloma Boni

 

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